Doppia Elica

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Della vita e della morte di un sito web

Ebbene sì: anche i siti web sono prodotti di consumo. Ma non come dei televisori. Piuttosto, come dei chewing­gum. Qualcuno li studia, li impacchetta e li vende. Poi qualcun altro li compra e comincia a masticare. All’inizio il gusto è forte e deciso, l’esperienza è meravigliosa, persino il dentista approva. Poi il tempo passa, il sapore perde di intensità fino a scomparire, si mastica per inerzia, anche le bolle scoppiano troppo presto. E’ tempo di gettarlo via. E voi, da quanto tempo state masticando il vostro sito aziendale? Come quasi tutti i progetti, anche i siti hanno un ciclo di vita che inizia con la progettazione e termina con il declino, e questo ciclo si ripete periodicamente. Declino tecnologico (della nostra piattaforma, ma anche dei browser con cui navighiamo in rete), declino estetico e declino funzionale. Inutile girarci intorno: gran parte dei siti restano del tutto attuali per un periodo assai limitato della propria permanenza online, mentre la fase del declino è spesso assai più lunga e “sofferta” e rappresenta il classico punto dolente dell’immagine aziendale, soprattutto se si parla di PMI.
Che fare, quindi? Innanzitutto realizzare un sito tecnologicamente avanzato. Il “fai da te” ormai non paga e il semplice fatto di ”essere online” non rappresenta più un vantaggio competitivo. Sono la qualità, l’aspetto e le funzionalità del sito stesso a fare la differenza tra farsi trovare dagli utenti o restare sconosciuti, tra fornire un servizio coerente con le loro aspettative o farli fuggire a gambe levate sul sito di qualche competitor, tra proporre un’esperienza di fruizione gratificante e ricca di contenuti interessanti o obbligare gli utenti a snervanti sequenze di click alla ricerca delle informazioni desiderate. Il vostro sito, oggi, soddisfa tutti questi requisiti? Bene, tra un anno non lo farà più. Ma niente panico da budget: mai sentito parlare di restyling? Introduciamo una nuova linea di prodotti o servizi, inseriamo nuovi elementi grafici, valorizziamo un vecchio prodotto o servizio che si è rinnovato e a cui va data maggiore visibilità, realizziamo un’ulteriore sezione del sito (FAQ, blog…), rielaboriamo dei testi con nuove parole chiave su cui puntare per il posizionamento sui motori di ricerca e le campagne Google AdWords.

Sarà poi il sito stesso, dopo diverse operazioni di restyling, a “pretendere” di essere ripensato; per rappresentare meglio l’azienda, i suoi cambiamenti, la sua crescita, la sua capacità di rispondere alle richieste di uno scenario sempre più competitivo.
Mettiamo dunque a budget un sito nuovo ogni tre anni e un restyling ogni 12 mesi. Vi sembra eccessivo? Il sito deve cambiare continuamente perché lo fanno anche le tecnologie e il mercato, e con essi le imprese. Riallineare periodicamente il sito alle esigenze e agli obiettivi aziendali diventa quindi un elemento imprescindibile nel processo che vede nella comunicazione – anche online ­ una leva fondamentale per la crescita.